Dal 1958 l’AIGE riunisce giuristi di ogni settore interessati ad approfondire e promuovere la conoscenza del diritto europeo.
È membro della Fédération Internationale pour le Droit Européen.

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L’A.I.G.E. ha festeggiato  i 60 anni dalla sua fondazione

 

L’AIGE fu costituita con Atto Notar Cavallaro del 27 novembre 1958. Per festeggiare il 60° anniversario dalla propria fondazione l’Associazione Ha tenuto    il 3 dicembre 2018 uno speciale evento, che si è svoltopresso la Sala Vanvitelli della Avvocatura Generale dello Stato ed ha avuto ad oggetto sia alcune riflessioni sul contributo dell’associazionismo nell’integrazione Europea sia alcune riflessioni sui tempi della Unione Europea.

(altre foto nella Sezione “documentazione”)

L'inevitabilità di essere parte dell'Unione europea 70 anni dopo la Dichiarazione Schuman

 

9 maggio 2020

Esattamente 70 anni fa l’allora Ministro degli esteri francese Robert Schuman pronunciò a Parigi il discorso passato alla storia, appunto, come Dichiarazione Schuman. Come Schuman ebbe ad avvertire nella sua allocuzione, “L’Europe ne se fera pas d’un coup, ni dans une construction d’ensemble: elle se fera par des réalisations concrètes créant d’abord une solidarité de fait “. Da quell’idea germogliò un anno più tardi la costituzione della CECA, con l’Italia tra i suoi sei membri fondatori: la prima di una serie di istituzioni europee sovranazionali che sarebbero poi diventate l’attuale Unione.

L’Europa vive oggi giorni molto difficili, confrontata com’è alla sfida della pandemia a livello globale. Lo shock economico innescato dall’emergenza sanitaria ha esacerbato gli egoismi nazionali e innalzato barriere, letteralmente e metaforicamente, tra gli Stati membri dell’UE, rimettendo in questione valori europei che ritenevamo definitivamente acquisiti, quali la coesione e la solidarietà. Ma il virus che tormenta l’umanità in questo periodo non avrà la meglio sulla nostra Unione, e anzi può e deve contribuire a rafforzarla.

Di fronte alle difficoltà presenti, l’Associazione Italiana dei Giuristi Europei ritiene che si debba riaffermare con fermezza l’importanza del processo di integrazione europea, che ha garantito 70 anni di pace e di straordinario progresso sociale ed economico, e sviluppare un’affectio societatis europea autentica e solida.

 

La nostra Unione ha vissuto molti momenti di crisi, ma è sempre riuscita a superarli, approfondendo il proprio ambito e riuscendo a passare da una comunità economica ad una unione, che intende mettere al suo centro il cittadino: di crisi in crisi, di piccolo passo in piccolo passo, l’integrazione europea è avanzata e diventata quasi irreversibile. Secondo la lungimirante intuizione di Jean Monnet del 1976, “L’Europe se fera dans les crises et elle sera la somme des solutions apportées à ces crises”.

Mai come adesso ci è chiara l’indispensabile funzione delle nostre istituzioni, unico argine al risorgere di egoismi nazionali, che potrebbero distruggere la costruzione europea faticosamente eretta nel corso dei decenni passati. I Trattati, il Parlamento, la Commissione, la Corte di giustizia e la Banca centrale europea sono gli strumenti essenziali per temperare gli egoismi e le prevaricazioni dei singoli Stati. Temperamento che deve realizzarsi in seno al Consiglio, Camera degli Stati, e al Parlamento dei rappresentanti eletti del popolo europeo, e che può essere rafforzato grazie ai diritti che i Trattati riconoscono ai cittadini europei.

Anche la soluzione di questa crisi non può che essere trovata a livello europeo. Le istituzioni dell’Unione si sono mosse nella giusta direzione, fra mille contrasti e opposizioni. Sosteniamole in questo sforzo, rafforziamole con il nostro supporto, e aiutiamole a fare un ulteriore balzo in avanti nel processo di integrazione preconizzato da Schuman e Monnet.

Continuano i “Pomeriggi dell’AIGE”

I Pomeriggi dell’AIGE sono proseguiti in forma di “webinar” giovedì 28 maggio 2020, con una Tavola rotonda sul tema “Impatto dell’emergenza sul diritto europeo degli appalti pubblici”.

Il tema scelto è di grande attualità, in un momento in cui tutti sollecitano una rapida spinta alla ripresa dell’economia ed un alleggerimento degli impacci burocratici.

In materia di appalti pubblici, che rappresentano uno dei più importanti “motori” della economia reale, si è acceso il dibattito sul ricorso a procedure veloci di aggiudicazione e sulla eventuale limitazione degli effetti sospensivi e/o caducatori del relativo contenzioso: dibattito nel quale vengono spesso evocati (a torto o a ragione) principi derivanti dalla normativa e dalla giurisprudenza europea.

Dopo un saluto del Presidente, Prof. Paolo De Caterini, ed una ampia introduzione del tema da parte del moderatore, l’Avvocato dello Stato Paolo Gentili, si sono susseguite, in due “tornate”, le esposizioni dei  Professori Roberto Baratta, Fabio Francario ed Aristide Police. Nel corso della seconda “tornata”, si è inserito l’intervento dal pubbblico (molto numeroso) del Prof. Vincenzo Caputi Iambrenghi.

 

 

 

 

 

 

Dalla Corte di Giustizia

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